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Quando CNN mi ha mandato ad intervistare Oliviero Toscani

Quando CNN mi ha mandato ad intervistare Oliviero Toscani

Come puoi valorizzare con il linguaggio del video il lavoro di un grande fotografo

Nel 2017 mi ero già laureato a Londra, e stavo sperimentando tutti i modi possibili per indirizzare la mia carriera di regista e videomaker. All’epoca ero in contatto con CNN, l’emittente televisiva statunitense, e mi è stata fatta una proposta irrinunciabile: intervistare Oliviero Toscani.

A ripensarci dopo anni, è da quell’incontro con un artista così provocatorio e visionario, che avevo sempre ammirato e stimato, che la mia prospettiva sulla reale efficacia dello strumento del video è cambiata.

Voglio raccontarti cos’è successo quel giorno, e perchè, davvero, posso considerare questa intervista uno dei momenti di svolta della mia carriera.

“Più di 50 anni di magnifici fallimenti”: raccontare i perché dell’artista

CNN mi ha incaricato di andare a Milano per documentare l’inaugurazione di “Più di 50 anni di magnifici fallimenti”, la mostra che stava per ripercorrere la carriera di Oliviero Toscani.

Era il momento giusto per fare una bella figura con un grande artista, e per mettere a frutto tutto quello che avevo imparato con gli studi. Sapevo che il video non sarebbe stato pubblicato solamente da CNN ma anche su altri periodici e riviste, come D di Repubblica, quindi puoi immaginare da solo che volessi davvero registrare un’intervista magnifica, che mi avrebbe aperto tantissime possibilità.

Quello che mi interessava realmente era cogliere il messaggio di fondo di quei cinquant’anni di carriera. Sulle abilità di Oliviero Toscani nessuno avrebbe potuto sollevare dubbi: il suo come era già stato approfondito, il mezzo che aveva scelto per esprimersi era già noto e il suo metodo di “shockvertising” era già diventato un caposaldo delle scuole di fotografia e di comunicazione.

Io volevo arrivare ad uno strato più profondo, che ero certo esistesse sotto la superficie patinata delle delle campagne per Benetton, per il Comune di Bolzano -quando scattò immagini sarcastiche contro il bullismo-, contro la violenza sulle donne.

Volevo sapere il perché, da Oliviero Toscani: perché la fotografia, perché la provocazione, perché il bisogno così impetuoso di comunicare, di dire la propria.

L’intervista doveva parlare della sua mostra, ma anche io, come ha fatto Toscani, ho scelto il mio mezzo per raccontare il perché della sua arte, del suo successo, della sua storia. E il mio mezzo è sempre stato il video.

Regia punk: dritti al racconto

Non poteva andare tutto bene, ovviamente. Sarebbe stato troppo perfetto, intervistare uno dei miei fotografi preferiti, con un lavoro di perfetta qualità, che non avrebbe avuto bisogno di modifiche. Su quest’intervista gravavano troppe aspettative e troppe attese perchè il karma non facesse la sua comparsa.

Ci siamo seduti di fronte a Oliviero Toscani, pronti a registrare le risposte alle nostre domande. E il cavalletto si è rotto. E ha deciso di rompersi esattamente nel momento meno opportuno.

“Non ho mai visto una cosa così ridicola… Ma siete dei registi punk!”

É stata una rivelazione: Oliviero Toscani aveva ragione. Ero un regista punk, con una troupe di punk, e non era rilevante la camera, la lente, la steadicam o il cavalletto. Stavo intervistando un artista che da mezzo secolo cercava di mostrare le storture del mondo, la sua comicità, i suoi coni d’ombra. Lo stesso artista che anziché farsi sopraffare dalle proprie paure -che sono in fondo le paure di tutti-, aveva trovato un modo rivoluzionario per deriderle, smontarle, mostrarle con il proprio vero, misero aspetto: questo potevo raccontarlo anche tenendo in mano un cellulare.

L’esperienza con Oliviero Toscani è stata fondamentale per la mia formazione: grazie a lui avevo finalmente capito che il vero punto di fuoco del video, del mezzo che avevo scelto di studiare e di utilizzare, doveva essere il messaggio. Dovevo trovare il linguaggio giusto per dire la mia, per parlare della vita di un grande personaggio, di un evento sconvolgente, uno stile, un’opera d’arte, un prodotto. Ero certo che avessi qualcosa da dire, da raccontare, da spiegare: Toscani ha sollevato il velo e mi ha mostrato che lo strumento giusto lo avevo già in mano.

E volevo insegnare a usare quello strumento a più persone possibili.

Imparare a dare risalto al messaggio: prova il mio corso di videomaking

L’esperienza con Oliviero Toscani è stata essenziale per capire che non sarei mai stato del tutto soddisfatto se non avessi insegnato a più persone possibili quel linguaggio che mi permetteva di esprimermi e di comunicare. Sono passati diversi anni, ma sono riuscito a concretizzare realmente quello che ho pensato tornando a casa, dopo quel giorno a Milano con il fotografo: posso insegnare anche a te come valorizzare il tuo messaggio.

Il mio corso di videomaking parla proprio di questo: come trasformare un pensiero, un’idea, una riflessione in un video realmente comunicativo, che parli a gran voce con tutte le proprie componenti creative. Tutti abbiamo qualcosa da raccontare: posso insegnarti come dirlo in modo efficace.

Se sei curioso di conoscere il mio metodo e vorresti sapere cosa posso insegnarti, scrivimi per conoscere meglio il linguaggio che imparerai presto ad utilizzare!

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